Pasta e Fagioli

Lezione n° 31
Siamo a novembre, quasi. All'improvviso è arrivato il freddo e cambiando le scarpe per scaldare i piedi, viene voglia di scaldare anche la pancia. Facciamo la prima zuppa di stagione. I fagioli sono il più classico dei legumi e i legumi si sa fanno bene; contengono proteine, così possiamo evitare la famigerata carne. Ma sono ricchi anche di vitamina B, calcio, potassio. Un toccasana. Con l'aggiunta di pasta, i carboidrati, diventano un piatto unico completo.
si possono usare tutti i tipi di fagioli. Io ho scelto cannellini e fagioli all'occhio in parti uguali. Per la pasta, l'ideale sarebbe racimolare tutti gli avanzi dei vari pacchi non finiti, unirli e spezzettarli, così da avere un formato medio corto, che si mangi bene col cucchiaio.


Dosi per 4 persone

400 gr. di fagioli: dopo averli lasciati a mollo in acqua per almeno un paio d'ore (tutta la notte è più sicuro!), lessarli mettendoli in acqua fredda senza sale e facendo bollire a fuoco dolce. Appena pronti, passarne al frullatore la metà.

1 spicchio d'aglio, mezza cipolla, 1/2 carota, 1/2 costa di sedano, un mazzetto di salvia e rosmarino, 60 gr. di pancetta, 4/5 cucchiai d'olio,1 bicchire di passata di pomodoro o pelati, peperoncino, sale, pepe: fare un battuto con sedano, carota, cipolla e pancetta. Far soggriggere nell'olio con lo spicchio d'aglio. Unire il rosmarino e la salvia. Unire i legumi interi e passati e allungare con 1 lt d'acqua. Aggiungere anche il pomodoro e aggiustare di sale, pepe e peperoncino. Lasciare cuocere per una mezz'ora.

250 gr. di pasta spezzata mista o maltagliati: lessare la pasta in acqua salata e scolarla molto al dente. Unirla alla minestra di fagioli alcuni minuti prima di servire.


E' buonissima con del parmigiano, ma anche solo con un filo d'olio e del prezzemolo tritato.

Sloow Food & Terra Madre



"Occuparsi di cibo significa occuparsi del Pianeta perché tutti i viventi devono mangiare".."Occuparsi di cibo significa fare politica."
Sono le parole di Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow Food, nella cerimonia di apertura del Salone del Gusto di Torino 2012.
L'intero intervento è riportato nella video gallery al sito http:/salonedelgustoterramadre.slowfood.it/
Mi sembra importante riflettere su questo. Quando pensiamo al cibo lo associamo a qualcosa di frivolo, al tempo libero, lo viviamo come un di più, un non necessario. Ma se pensiamo che dietro al cibo ci sono fenomeni di portata mondiale come: la negazione del diritto alla terra per le comunità di contadini dei Paesi maggiormente sfruttati, il rischio della perdita della biodiversità, sprechi enormi che accentuano e causano la crisi in cui ci troviamo, solo per citarne alcuni, è lampante il significato delle parole di Petrini.
Movimenti come Slow Food e Terra Madre, che si occupano di tutto ciò che coinvolge il mondo dell'alimentazione partendo da principi etici fortissimi, ci impongono di prendere una posizione adottando uno stile di vita e di consumo sostenibile.


I consigli di “Personal Shopper” di Terramadre

      1. Fai la spesa giornalmente, eviterai gli sprechi
2. Scegli i cereali integrali: le fibre sono molto utili per l’intestino
3..Prediligi prodotti eventi packaging riciclabile: mater bi o PLA
4. Sii un consumatore consapevole: leggi l’etichetta
5.Pensa alla tua salute: evita prodotti ricchi in grassi saturi
6.Fai una spesa pensata e locale: scegli i farmer’S market
7.Crea il tuo orto casalingo per avere sempre prodotti freschi e stagionali
8.Riduci il tuo impatto ambientale scegliendo prodotti bio
9.Evita il più possibile prodotti che contengono nitriti e nitrati
10.Fai la lista della spesa. Aiuta a comprare solo il necessario
11.Riscopri i legumi: amici dell’ambiente ed eccellenti fonti di proteine
12.Compra uova bio, identificate con ‘0’ come prima cifra del codice del guscio
13.Modera l’acquisto di carne di manzo: richiede fino a 15mila litri d’acqua per Kg
14.Scegli il fair trade certificato per prodotti come cacao e caffè
15.No buttare mai gli avanzi, riutilizzarli è la vera cucina creativa
16.Scegli frattaglie e tagli meno noti: facili da cucinare, più economici, più buoni
17.Utilizza i gas anche per prodotti che non siano cibo
18.Fai conserve, potrai avere un po’ d’estate anche nei mesi freddi
19.Prediligi vetro e alluminio rispetto a contenitori di plastica
20.Scopri cosa vuol dire birra artigianale, non bere solo birra industriale
21.Quando possibile acquista prodotti sfusi riutilizzando il contenitore
22.Evita gli omogeneizzati: prepara frullati o passate al tuo bambino
23.Evita bibite zuccherate ipocaloriche e light. Non sostituiscono l’acqua
24.Fare la spesa è un atto politico. Armati di forchetta
25.Prediligi alimenti privi di aromi, zuccheri aggiunti e colorati (da E100 a E 199)
26Acquista legumi: fonti di fosforo, vitamine B e c, potassio, calcio, ferro
27.Evita prodotti con sciroppo di glucosio-fruttosio e olio di palma
      28. Think global, eat local: l’ ambiente ti ringrazia




Riso Pilaf

Lezione n° 30
Buono, versatile e soprattutto pratico, potrei vivere di solo pilaf: lo prepari la mattina e lo trovi pronto per la cena. E' l'esatto contrario del risotto, da preparare rigorosamente al momento.
"Pilaf" o "pilaw" deriva dal persiano pilaou e significa "riso bollito".
Io lo uso soprattutto quando preparo dei piatti di carne come il pollo al curry, che essendo un piatto orientale richiama una preparazione del riso di questo tipo. Ma è fantastico anche creare piatti fusion, per esempio accompagnando il pilaf con dello spezzatino al sugo o un classicissimo nostrano brasato al vino. E ancora è fantastico accostato al gulasch e al chili con carne.
Il tipo di riso da usare dovrà essere il patna o il basmati. in caso si voglia usare un riso italiano, optare per il Carnaroli.
Vediamo come si prepara.



Dosi per 4 persone
2 lt di brodo vegetale o di carne (a seconda del cibo che il riso accompagnerà): preparare il brodo e lasciarlo sul fuoco a sobbollire dolcemente.


Brodo di carne
 350 gr. di riso basmati, 1 cipolla ramata, olio o burro 50 gr. circa: sciacquare il riso abbondantemente o meglio lasciarlo in acqua per una ventina di minuti mentre si prepara il brodo. Far rosolare la cipolla in un tegame ampio fin quando è appassita e quasi cotta (più o meno 10 minuti). Aggiungere il riso e tostare velocemente.
Travasare in una teglia da forno e coprire con il brodo in modo che superi il riso di 1/5 del suo volume; embra difficile, in realtà a occhio si copre il riso di mezzo centimetro. Lasciar cuocere per 18 minuti a 180 °C sigillando la teglia con carta di alluminio. Verso la fine della cottura controllare il riso: se è asciutto e disseminato di piccoli avvallamenti, significa che è pronto.




Quando il pilaf è pronto, sgranarlo con una forchetta, metterlo su un piatto largo di portata e unire al centro la preparazione che deve guarnire.
Per gli appassionati di arte orientale, la ciotola decorata in blu è cinese, risalente alla dinastia Ming, periodo 1600. Per il riso questo ed altro....

Crostata di frutta

Ho fatto due crostate con crema e frutta per il compleanno di due bimbe. Ebbene sì: a volte anche i bambini amano la frutta.
Le dosi che vi darò sono quindi per 2 torte diametro 26-28 cm. La pasta frolla si conserva benissimo in frigorifero per più giorni, basta sapere la data di scadenza delle uova. La crema pasticcera si può congelare. Io consiglio di fare sempre dosi abbondanti e magari lasciare in congelatore. A meno che non abbiate tanto di quel tempo...
In questa ricetta avanzano un gran numero di albumi: non buttateli; alla fine vi insegno la ricetta della finta frittata.

Dosi per due crostate

Frolla classica

La frolla stesa tra fogli di carta
 300 gr. di burro, 200 gr. di zucchero a velo, 5 tuorli, 500 gr. di farina '00', vaniglia, scorza di 1 limone grattata: unire burro a piccoli pezzi e zucchero e impastarli (se non si ha un'impastatrice elettrica, si fa tranquillamente a mano). Aggiungere i tuorli uno ad uno e infine la farina con gli aromi. Formare una massa omogenea, impastando il meno possibile, perché il burro tende a sciogliersi con il calore delle mani.
Dividere la frolla in due palle equivalenti.Stenderle con il mattarello tra due fogli di carta forno. Lo spessore dovrà essere di circa 3 mm. Riporre in grigo per far rassodare.



Crema pasticcera
1 lt di latte, 150 gr. di zucchero, vanillina q.b., buccia di un limone: mettere questi ingredienti in un pentolino capiente e portare il latte a bollore.
200 gr. di tuorli (8-10 tuorli), 150 gr. di zucchero, 40 gr. di amido di mais, 40 gr. di farina: unire tutti gli ingredienti, amalgamandoli con una frusta.
Quando il latte bolle, versarne una piccola parte sul composto di uova e girare velocemente; poi aggiungere il resto del latte, girare bene e rimettere sul fuoco dolce continuando a girare con una paletta o con la frusta. Dal momento in cui la crema si addensa, continuate la cottura per 5 minuti.
Togliere dal fuoco e far raffreddare. Il modo migliore è stendere la crema su una superficie ampia, per esempio una teglia e coprirla con la pellicola trasparente, in modo che non si formi una "crosta" secca in superficie. Dopo circa un' ora la crema dovrà avere una consistenza piuttosto dura, come si vede nella foto.

Io consiglio di preparare crema e frolla il giorno precedente, lasciando solo la cottura della frolla e la guarnizione con la frutta al giorno in cui si mangerà il dolce.

Preparazione della crostata
Mettere un disco di frolla sulla teglia, così come lo avete steso, con la carta da forno. Far aderire la frolla bene ai bordi della teglia. Fare qualche buco con una forchetta sulla pasta perché non gonfi o si sollevi in cottura. Mettere sulla carta forno che ricopre la frolla un sacchetto di ceci o lenticchie secchi. Questo permette di creare un peso che mantiene ferma e tesa la pasta in cottura. Porre in forno a 170 °C  per 30 minuti circa. A metà cottura togliere la carta forno superiore con i legumi, per far cuocere bene anche la parte centrale. Quando avrà un colore lievemente dorato, sfornare.
Aspettare che la frolla sia fredda. Riempire con la crema (ricordate che la crema basta per fare 2 torte).
Guarnire con la frutta affettata a piacere. Io consiglio di scegliere frutta con colori fortemente in contrasto e tra i quali ci sia sempre del rosso (fragole, lamponi, uva, ribes); è importante inoltre che i pezzi non siano troppo sottili e vengano inseriti in verticale, per dare altezza e spessore al dolce.

1 bustina di gelatina in polvere: sciogliere la gelatina con lo zucchero e l'acqua secondo le istruzioni riportate sulla confezione e stenderla sulla frutta con un cucchiaio o un pennello, badando a ricoprirla uniformemente.













Il giorno dopo questa fatica, soddisfatti per l'opera d'arte, non si ha voglia di cucinare. Allora si può fare la finta frittata con gli albumi avanzati.
10 albumi, mezzo bicchiere di latte, 4 cucchiai di parmigiano, sale, pepe, 1/2 cucchiaio di curcuma: unire tutti gli ingredienti e sbattere con una forchetta. Far cuocere in un padellino antiaderente con dell'olio, girando la frittata a metà cottura. La curcuma le darà un bellissimo colore giallo intenso, come se all'inteno ci fossero le uova intere, e che uova!
La curcuma è usata infatti nel settore alimentare come colorante naturale e il suo sapore un po' amaro sparisce quasi del tutto durante la cottura.
L'albume è la parte proteica dell'uovo, quindi ci permette di fare una frittata senza grassi, che sono invece abbondanti nel tuorlo.

Supplì al telefono


Lezione n° 29
Oggetto del desiderio di tutti coloro che devono seguire una dieta dimagrante, il supplì alla romana fino agli anni '70 veniva detto "al telefono", un nome azzeccato e divertente, che si spiega da solo ( ma se non lo capite, andate alla fine della ricetta). La scritta compariva fuori dalle pizzerie e osterie romane.
La ricetta alla quale mi rifaccio è quella della grandissima insuperata maestra Ada Boni che ce li descrive ne "La cucina romana", testo risalente al 1929. Un minuto di silenzio.... La differenza principale rispetto alle sue indicazioni consiste nella cottura del riso; la Boni indica di cuocerlo nel sugo stesso con il quale andrà condito. E' chiaro che questa procedura rende il riso super saporito. Però per facilitarci le cose, possiamo preparare il ragù a parte e cuocere il riso come un normale risotto, rosolandolo nella cipolla e con del brodo.

Ingredienti per 6 persone

Per il ragù alla romana
2 rigaglie e fegatini di pollo, mezza cipolla bionda,  2 cucchiai d'olio di oliva, 1/2 bicchiere di vino bianco: in un soffritto di cipolla tritata mettere i fegatini e le rigaglie, far rosolare, sfumare con il vino a fuoco vivace e lasciare evaporare.
400 gr. di pomodori pelati: aggiungere i pomodori pelati, sale e pepe e lasciar cuocere a fuoco lento, coperto, per un'ora.

Per il riso
400 gr. di riso semifino o fino (va benissimo il Vialone nano), 60 gr. di burro, 4 cucchiai di parmigiano: si può lessare in acqua, scolarlo al dente e condirlo con burro e parmigiano; oppure, per essere più attinenti alla ricetta originale, cuocerlo in un soffritto di olio e cipolla, portandolo a cottura con del brodo di carne, come un risotto classico (vedi Lez. n° 20 del Risotto allo zafferano), mantecando alla fine con burro e parmigiano.
Riso condito con il ragù
Condire il riso con il ragù e lasciar riposare in frigorifero un paio d'ore o più.


Consiglio utile: questi due passaggi possono essere fatti il giorno prima in cui si vogliono preparare e servire i supplì, lasciando il riso condito con il ragù pronto in frigo.


Preparazione dei supplì

il fiordilatte al centro
Un fiordilatte: tagliare a dadini il formaggio. Prendere una cucchiaiata di riso nel palmo della mano e inserire all'interno 2 dadini di firdilatte; richiudere il riso e compattarlo dandogli la tipica forma ovale allungata.  Dovranno essere poco più grandi di un uovo.

Il supplì prima di essere impanato
                            

2 uova sbattute, sale, pepe, pan grattato q.b., olio per friggere ( quanto basta affinché sia profondo circa 10 cm nel tegame che useremo per firggere): passare i supplì nell'uovo e poi nel pane grattato. Lasciare riposare in frigorifero un'oretta e poi friggerli in olio a 175 °C. Scolarli su carta assorbente e servirli ben caldi.


Il supplì pronto per la frittura

Se tagliate un supplì e allontanate le due metà, si formerà un lungo filo di fiordilatte che sembrerà...  il filo di un telefono!

A proposito, la cornice data al nostro piatto viene dalla Sicilia, Sec. XVII, patria degli arancini, parenti stretti dei supplì.
L'arancino ho un procedimento di preparazione molto simile, ma il sugo ragù, preparato con l'aggiunta di piselli, viene messo solo all'interno della sfera di riso, che quindi rimane bianco, condito solo con pecorino e zafferano, per assumere il caratteristico colore giallo.

Risotto allo zafferano


Lezione n° 28
Imparando a fare un risotto, si è imparato a farli tutti. Voglio dire che i passaggi per qualsiasi genere di "risotto" sono gli stessi, cambiano solo le materie prime utilizzate. E' necessario partire dalla
-TOSTATURA, cioè la rosolatura del riso in un grasso (burro o olio) che determina la caramellizzazione degli amidi e quindi una sorta di involucro protettivo che manterrà il chicco integro, oltre a dargli un gusto saporito. Si procede poi con la cottura vera e propria tramite
-l'AGGIUNTA DEL BRODO, diverso a seconda del tipo di risotto che stiamo preparando (un risotto con i gamberi sarà cotto con un brodo di pesce, ça va sans dire...); durante questa fase bisogna ricordare di girare il riso il meno possibile. Mi ricordo un' insegnante di cucina  che durante le sue lezioni ripeteva sempre : "Al risotto non si dà il tormento!!!". E' proprio vero, altrimenti tende a rilasciare più amido di quello necessario e ad ammassarsi e sfarinarsi. Da ultimo c'è la
-MANTECATURA: quando il riso è ancora al dente si finisce di condirlo, generalmente con burro, parmigiano, del pepe (chiaramente anche in questo caso dipende dalla ricetta), si copre la pentola e si lascia riposare qualche minuto, tempo durante il quale il risotto si insaporisce a dovere. Infine, si dà una mescolata energica finale, che produrrà la totale emulsione del brodo rimasto con i grassi aggiunti, e quindi quell'aspetto cremoso tipico di un risotto ben mantecato.
Ma veniamo a noi: risotto allo zafferano.

Dosi per 4 persone.
Tostatura con la cipolla

40 gr. di burro, un cucchiaio di cipolla tritata (per un gusto più deciso si può usare lo scalogno), 300 gr. di riso Carnaroli o Vialone nano, 1 lt circa di brodo di carni miste: far appassire la cipolla nel burro in un tegame dai bordi alti. L'ideale sarebbe la pentola di rame, per chi ne ha una. Quando la cipolla è trasparente, unire il riso e farlo tostare a fuoco vivace girando continuamente finchè non assuma anch'esso un aspetto leggermente trasparente.
Iniziare a versare il brodo sul riso, due mestoli alla volta, tanto da coprirlo con 1 cm di liquido. Tenere il brodo sul fuoco in modo che sia sempre bollente. Andare avanti aggiungendo brodo fino a cottura quasi ultimata, quindi circa per 12-13 minuti.





Stimmi di zafferano

2 bustine di zafferano o 1 confezione di zafferano in stimmi: sciogliere lo zafferano in due mestoli di brodo rimasti e unirli al riso, che assumerà un bel colore giallo oro. Portare avanti la cottura fino a quando il riso sia quasi pronto, ancora al dente.













40 gr. di burro, 3 cucchiai di parmigiano, sale, pepe: spegnere il fuoco, unire i condimenti, coprire la pentola e dopo 5 minuti girare bene (mantecare) il risotto e sevire.

Ogni piatto ha il suo riso

Lezione n° 28
Se "azzecchiamo" il tipo di riso giusto per il piatto che decidiamo di cucinare, possiamo dire che al 90 % riusciremo nell'impresa. O meglio, se sbagliamo il riso, è certo che il piatto verrà una mezza porcheria.

Sarebbe importante anche conoscere i processi di coltivazione e lavorazione del riso, così come la sua storia. Si capirebbero molte cose. Ma vi risparmierò e passerò direttamente a vedere le diverse tipologie di riso in relazione alle caratteristiche gastronomiche.
Distinguiamo 4 categorie, determinate dal tempo di cottura del chicco, cioè dal tempo che il liquido di cottura impiega a superare lo strato proteico esterno e a raggiungere il nucleo amidaceo del riso.
Riso Comune: ha 12-13 minuti di cottura, a granello opaco o perlato, ricco di amido, quindi ideale per minestre timballi e dolci, poiché l'amido funziona perfettamente da addensante. Un esempio è la varietà "Originario".
Riso Semifino: richiede 13-15 minuti di cottura; ha granello opaco e resiste bene alla cottura. Ottimo per risotti, minestre, supplì, quindi è probabilmente il più versatile. Un esempio è il tipo "Vialone nano".
Riso Fino: ha un tempo di cottura tre i 14 e i 16 minuti;, rilascia poco amido e quindi si usa preferibilmante per insalate o riso bollito, cioè dove si richiede di avere chicchi sgranati tra loro. I tipi "Ribe" e "Santandrea" appartengono a questa categoria.
Riso Superfino: cuoce in 16-20 minuti, molto resistente alla cottura ed ha una quantità di amido sufficiente per legare le preparazioni; quindi è l'ideale per i risotti e i timballi. Ne sono un esempio il "Caranroli", l' "Arborio" e il "Roma".

Esistono poi altre qualità di riso ormai conosciute anche in Italia, appartenenti alla varietà indica, con pasta dura e vetrosa, con pochissimo amido. Quindi non adatti per i piatti della nostra tradizine, ma perfetti per cotture in cui i chicchi devono risultare non legati tra loro, come nella cucina indiana e cinese. Il "Patna" e il "Basmati" ne sono esempi.


Riso Basmati
 Ancora, possiamo trovare risi dal colore marrone o nero: il riso "selvaggio" o "nero selvatico", in realtà una graminacea infestante; il "Venere nero", un incrocio tra una varietà antica cinese incrociata con linne italiane.

Biscotti di Prato al cioccolato



Una variante molto golosa del classico biscottino di Prato da mangiare dopo cena con il Vinsanto. Essendo al cioccolato sarebbe meglio accompagnato da un buon rum invecchiato. Ma insomma, anche da solo si fa... addentare.
Nella ricetta parlo di zucchero vanigliato; se non lo trovate in commercio, basta frullare lo zucchero con pezzetti di stecca di vaniglia (una metà basta per mezzo chilo di zucchero) e passare il tutto al setaccio.
Dosi per circa 40 biscotti.

120 gr. di cioccolato fondente al 70 %, 40 gr. di burro: sciogliere insieme al mocroonde o a bagnomaria.

300 gr. di farina '0', 300 gr. di zucchero vanigliato, 200 gr. di nocciole con la buccia tritate grossolanamente, 40 gr. di cacao amaro in polvere, 120 gr. di cioccolato fondente al 70 % in piccoli pezzi, 7 gr. (mezza bustina) di liveito per dolci, 3 uova: unire tutti gli ingredienti in una grande ciotola nell'ordine elencato. Da ultimo unire il cioccolato fuso con il burro.

Impastare il tutto e formare 3 filoncini larghi circa3-4 cm. Usare una teglia dell'ampiezza del forno, in modo che i filoni siano più lunghi possibile. Io uso una teglia di 43 cm. Porre i filoncini sulla teglia ricoperta con carta forno e spennellarli con del tuorlo d'uovo. Mettere in forno a 170 °C per 30 minuti circa.

Attenzione alla cottura, poiché rispetto ai biscotti classici, questi risulteranno molto più morbidi, ma ciò non vuol dire che non siano cotti. Cercate di guardare il sotto: se è molto scurito significa che sono pronti per essere tagliati. Aspettare qualche minuto prima di tagliarli (vedi foto), in modo che abbiano la giusta consistenza e non si rompano.






Rimettere in forno per circa 10 minuti, girando i biscotti da un lato e dall'altro: si devono sciugare internamente.
Si conservano (se non finiscono) chiusi in una scatola o suddivisi in sacchettini di plastica trasparente, pronti per essere regalati!

Biscotti di Prato

Forse non tutti sanno che i biscotti conosciuti come "cantucci" o "cantuccini" si chiamano in realtà appunto "biscotti di Prato". Sono tipici dell'omonima città toscana, si preparano con le mandorle impastate a uova, farina e zucchero e sono ottimi se inzuppati nel Vinsanto. I cantuccini invece sono preparati con pasta di pane, quindi tutta un'altra storia......
La ricetta che vi propongo mi è stata insegnata da un bravissimo chef con il quale ho avuto la fortuna di lavorare.


Dosi per circa 40 biscotti.

300gr. di farina '00', 300 gr. di zucchero, 250 gr. di mandorle non pelate e leggermente tostate in forno, la scorza grattata di 1 limone o di un' arancia, 5 gr. di lievito per dolci, un pizzico di sale, 3 uova: unire tutti gli ingredienti in una capiente ciotola nell'ordine elencato e impastare, fino a formare una palla compatta. Aiutandosi con un po' di farina, disporre l'impasto su un piano , dividerlo in due parti uguali e formare due filoncini lunghi quanto la teglia (io uso una teglia di 43 cm, la larghezza del mio forno) e larghi 3-4 cm circa.


Spennellare la superficie con del tuorlo d'uovo e mettere in forno a 175 °C per 30 minuti circa. Non mi stancherò mai di ripetere che i tempi di cottura sono sempre indicativi, In questo caso il filoncino dovrà essere dorato, color biscotto, l'uovo in superficie completamente lucido. Sfornateli e con un coltello grande e ben affilato tagliate dei biscotti dello spessore di 1,5 cm circa.


Rimettete i biscotti tagliati in teglia e fate asciugare/tostare per latri 10 minuti, magari girandoli da un lato e dall'altro.
Si conservano bene per diversi giorni in una scatola chiusa.

Plum cake al limone


La ricetta che propongo è un incrocio tra quella trovata sul libro della fantastica N. Lawson "Delizie Divine" e quella della mia amica Annamaria, esperta di dolci casalinghi.

Per uno stampo rettangolare 30 x 10 x 7.

100 gr. di burro fuso, 100gr. di zucchero a velo, 3 uova, la scorza di 2 limoni, 1 bicchiere di latte, 130 gr. di farina '00', 80 gr. di farina di riso, 1 bustina di lievito per dolci: amalgamare gli ingredienti nell'ordine elencato.

Imburrare lo stampo da plum cake e cospargerlo di zucchero di canna. Versare il composto e infornare a 170 °C per circa 40 minuti. Il tempo di cottura dipende, oltre che dal proprio forno, dalle dimensioni dello stampo. Se ad esempio fosse più alto e stretto, sarebbe necessario qualche minuto in più. Quindi è bene verificare sempre infilando il classico stecco di legno che dovrà fuoriuscire asciutto e pulito.

Sciroppo al limone - Succo di 2 limoni, 200ml di acqua, 150 ml di zucchero: mettere in un padellino sul fuoco e portare a bollore fino a cmpleto scioglimento dello zucchero, il liquido dovrà risultare sciropposo.

Appena sfornato il plum cake, lasciandolo nello stampo, bucarne la superficie e irrorarlo con lo sciroppo di limone. Sfornarlo una volta raffreddato.

A proposito, la foto non sembra una natura morta????




Gnocchi di patate

Lezione n° 27
Ho preparato gli gnocchi alle 10 di mattina e nonostante l'orario invitasse ad assaporare cornetto e cappuccino, li ho assaggiati e trovati.... strepitosi. Sono probabilmente il primo tipo di pasta fatta in casa, confezionati solo con farina e acqua; col tempo si usarono altri tipi di impasti, fino ad arrivare all'utilizzo delle patate, importate dalle Americhe. Gli gnocchi di patate risalgono all'incirca alla metà del Settecento.
Per 4 persone
1 Kg di patate a pasta gialla: lessare le patate con la buccia immergendole in acqua fredda. Appena cotte, sbucciarle e passarle allo schiacciapatate quando sono ancora calde. Questo permette di lavorale più agevolmente.
300 gr. di farina '00', 1 cucchiaio di parmigiano, sale: unire la farina e gli altri ingredienti alle patate e impastare il tutto, aiutandosi con un po' di farina se il composto dovesse appiccicarsi alle mani. Lasciare riposare una mezz'ora.

Su una spianatoia o un tavolo liscio, aiutandosi con la farina se necessario, formare dei rotoli di 1,5 cm di diametro e tagliarli a pezzetti di circa 2 cm di lunghezza. Lasciarli su un vassoio con un po' di farina perché non attacchino tra loro e riporli in frigorifero fino alla cottura.
Cuocere in abbondante acqua poco salata (troppo sale può far sfaldare gli gnocchi), immergendoli poco per volta e scolandoli a mano a mano che vengono a galla.

Condire a piacere, con pesto, semplice burro e parmigiano, o con la classica salsa di pomodoro e basilico come vedete in foto.
La forma degli gnocchi tradizionali prevede che vengano passati uno ad uno sul cosiddetto "rigagnocchi", un attrezo di legno rigato, o sui rebbi di una forchetta, cosicché lo gnocco si arrotondi e rimanga rigato su un lato. Questo gli permette di assorbire perfettamente il condimento. Io li ho lasciati lisci perchè mi sembrano meravigliosi così.....
© Gourmandia

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